Premessa sul comparto spettacolo
Gli operatori dello Spettacolo sono sempre in cerca di informazioni corrette per questo tipo di professione, ma non è semplice e spesso si creano molte leggende metropolitane su questo tema. Da tutte le questioni che sorgono si comprende il perché l'artista è sfiduciato da un sistema statale che sembra ignorarlo o considerarlo un ammortizzatore sociale, fino al punto di non avere più la capacità di reagire. Queste Condizioni hanno portato a rifugiarsi verso attività non regolari, a ricercare svariati ed ingarbugliati tentativi di evitare gli obblighi fiscali, incentivando l'idea che la normalità è quella dell'attività non regolare (...nulla è dovuto allo Stato).
Tale comportamento ha avuto una reazione boomerang, si è rivoltata contro la categoria. Per capire bene questo stato di cose basti pensare che il cachet a cui si è arrivati per un musicista si aggira intorno ai 30 euro nei casi peggiori. La concorrenza sleale e l'irresponsabilità degli hobbisty sconsiderati (sono il 90% di tutto il comparto) hanno fatto degenerare questa professione a livelli da fame. A nostro avviso, c'è inoltre un secondo problema, che è quello della caduta di interesse su questi argomenti e più grave il non sentirsi appartenente ad una vera categoria di lavoratori. Come tutti gli stati europei, anche il nostro è un stato di diritti e doveri, se si andasse a fondo dell'argomento, scoprireste che l'attività musicale o dello spettacolo, ha i diritti come tutti gli altri lavori e la cooperativa semplifica l'accesso a questi diritti.
Le cooperative, da un ventennio presenti in Italia, sono forse l'unico mezzo più economico e l'ultimo barlume di speranza, per la riconquista di una dignità lavorativa (abbandonata fino ad ora ai mercenari) e di una regolarità chiara ed aperta a tutti.
Le Origini
Il sistema Cooperativistico fonda le sue origini nel 1844 nella cittadina inglese di Rochdale, nei pressi di Manchester.
Un gruppo di tessitori minacciati dalla fame danno vita, sotto la guida di Charles Howart, al primo spaccio cooperativo con il fine di "migliorare la situazione economica e sociale dei soci", passato alla storia con la denominazione di
"Società dei Probi Pionieri" la prima cooperativa di consumo. Sono passati anni da allora e attualmente in Italia l’’art. 45 della Carta Costituzionale italiana riconosce la funzione sociale della cooperazione, in relazione al suo carattere mutualistico ed all’assenza di finalità speculative. La cooperativa non è dunque solo un semplice fenomeno economico, al pari di qualsiasi altra impresa, ma va a toccare la sfera del sociale e quella culturale. La Cooperativa è dunque un’impresa costituita centralmente da un’associazione di persone-soci, che si riuniscono per il raggiungimento e il soddisfacimento di un bisogno comune, quindi la generazione di un utile economico è una condizione operativa da rispettare, per essere efficienti e garantire la crescita sociale ed economica dei soci. Alla base della Cooperativa sta infatti la comune volontà dei suoi membri di tutelare i propri interessi, per i quali la gestione comune dell’impresa diviene uno strumento per non trovarsi in uno stato di inferiorità nei confronti di chi detiene una posizione di forza sul mercato. I requisiti essenziali che costituiscono condizioni imprescindibili affinché si possa parlare di vera e autentica società Cooperativa:
1. l’assoluta democrazia nella gestione dell’impresa .
2. il fine esclusivamente mutualistico. Crescere insieme, auto – aiuto, ogni socio protagonista del proprio lavoro.
Estremamente vari e differenziati sono i settori d’attività e i modi di presenza di una impresa Cooperativa. Un esempio è la nostra cooperativa che lavora nel settore dello spettacolo.
La storia della Cooperativa Gaia, cooperativa dello spettacolo
GAIA è una società cooperativa a r.l. costituita nel Marzo 2003 con sede legale a Porto San Giorgio (AP). E’ stata la prima cooperativa dello spettacolo del Centro Italia. L’idea è sorta dal noto chitarrista Massimo Colucci sull’esempio delle cooperative già esistenti da oltre vent’anni nel nord Italia. Egli ha saputo coinvolgere altri colleghi marchigiani ad intraprendere questo percorso per salvaguardare il lavoro degli artisti attuando tutti gli obblighi fiscali e tutelando questo mestiere attraverso le leggi vigenti in Italia. Non esistendo una normativa specifica per lo spettacolo, la principale spinta dei soci Fondatori è la profonda volontà che l’artista sia riconosciuto a livello giuridico e fiscale nei rapporti di lavoro con le imprese, enti, privati e organizzatori. Siamo iscritti dal 2003 al C.O.S. Cooperative (Coordinamento Operatori Spettacolo) e siamo i primi fondatori del S.O.S musicisti insieme ad altre realtà. Nella crescita avvenuta in quest’arco di anni siamo stati in grado di creare dei comparti che sono attualmente in via di sviluppo e che rafforzano le possibilità lavorative di ogni socio, migliorando le prestazione e la professionalità richiesta in questo settore. Le difficoltà che abbiamo incontrato sono state molte, ma attraverso degli investimenti abbiamo potuto creare un punto di riferimento a Porto Sant’Elpidio, una struttura polifunzionale dove sono presenti attivamente sia l’ufficio dell’amministrazione, una sala prove, lo studio di registrazione ed infine una scuola specialistica. Nel 2009 si è sentita maggiormente la crisi economica ed è ora più che mai che Franco Pagnoni, Massimo Colucci, Victor Solaris, altri rappresentanti del COS e del SOS musicisti,e con altri incaricati del mondo dello spettacolo, lavorano sul fronte politico per migliorare e spingere alla riforma del settore e la creazione del Testo Unico specifico per lo Spettacolo.



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